Giappone, lotta allo spreco guardando le previsioni meteo

Giappone, lotta allo spreco guardando le previsioni meteo

Il governo giapponese per non sprecare cibo ha appena iniziato un progetto pilota in cui guarda alle previsioni del tempo per decidere quanti prodotti mettere sul mercato

Pinterest
stampa
Geisha Shopping in Gion Supermarket
Sale&Pepe

Dalla dispensa di casa al bancone del supermercato, la lotta allo spreco alimentare è uno dei temi più attuali e dibattuti, e ogni Paese reagisce a suo modo per trovare modalità intelligenti per affrontare questa problematica: la Francia solo questa settimana ha approvato una legge contro lo spreco alimentare, mentre nel Sol Levante il Giappone ha pensato a una tecnica più creativa. Ovvero, sta tentando di variare i quantitativi di cibo consegnati ai negozi e ai supermercati a seconda delle condizioni meteorologiche nel Paese.

Nel solo Giappone infatti si producono ogni anno 17 milioni di tonnellate di scarti: confezioni invendute dai distributori e nei singoli esercizi, cibo andato a male nei frigoriferi e nelle dispense del Paese. Il problema è ambientale, ma anche economico: come massimizzare i profitti della catena alimentare minimizzando lo spreco di cibo? Per rispondere a questo problema il ministero dell'Economia e del Commercio nipponico ha lanciato un progetto-pilota partito lo scorso aprile, in concomitanza con l'apertura del nuovo anno fiscale giapponese.

Lavorando di concerto con alcuni grandi distributori, come la catena Lawson, e con l'Associazione Meteorologica del Giappone, il ministero ha studiato un progetto che varia la produzione e la consegna di alcuni beni deperibili a seconda delle temperature, del sole o della pioggia rilevati dai meteorologi. Lo ha fatto usando come prova un paniere di beni sensibili agli sbalzi meteo: vi sono birra, caffè, tofu, latte, pane e mentsuyu, la base usata in Giappone per le zuppe a base di noodles.

Ecco come funziona il progetto, o almeno la sua parte più visibile lato consumatore: l'associazione meteo comunica le previsioni del tempo per i giorni seguenti ai grandi distributori coinvolti e se queste tendono al ribasso, vengono potenziate le consegne di alimenti consumati nei giorni freddi (per esempio il mentsuju), se invece vi sono in arrivo giornate più calde, ecco aumentare le bevande fresche o per esempio il tofu usato per preparare insalate molto apprezzate nei mesi estivi. Oltre a questo escamotage, i distributori e venditori finali inizieranno a monitorare i flussi turistici e i giorni in cui vi è maggiore affluenza presso gli esercenti per decidere quanto pane o latte consegnarvi.

Non si tratta certo di una novità per le grandi aziende impegnate nella distribuzione: i calcoli vengono fatti anche tendendo conto delle previsioni meteo e della stagionalità, di prodotti e condizioni ambientali. Quel che poi però è sempre mancata è un'organizzazione dell'ultimo tratto di catena economica, ovvero la gestione dello spreco del singolo punto vendita dove spesso, in Giappone come nel resto del mondo, viene considerata una pratica comune quella di accumulare molta merce a magazzino impossibile poi da vendere totalmente nei tempi pre-scadenza. E allora, ecco un primo tentativo che se funzionerà, sostiene il ministero nipponico, potrà portare da subito un calo dello spreco dal 30 al 40 per cento per gli alimenti più venduti nel Paese.

Eva Perasso
29 maggio 2015

Accedi

Registrati, gioca, diventa Gourmet e pubblica le tue ricette su Salepepe.it