È Bottura il secondo cuoco migliore del mondo

È Bottura il secondo cuoco migliore del mondo

Per il The World’s 50 Best Restaurants sono primi i fratelli spagnoli Roca e terzo il danese René Redzepi. Ma le critiche alla prestigiosa classifica sono molte e per gli italiani la situazione potrà solo migliorare

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Massimo Bottura
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Anche senza il rullo di tamburi per un attimo i cuori degli italiani presenti alla lettura dei "World's 50 Best Restaurants" (i 50 migliori ristoranti del mondo) devono essersi fermati: terzo classificato René Redzepi del Noma di Copenaghen che l'anno scorso si era guadagnato un criticato (anche da Gualtiero Marchesi) primo posto. “Vuoi vedere che finalmente quest'anno vince Massimo Bottura?", devono aver pensato.

In realtà al nostro tristellato chef dell'Osteria Francescana di Modena, che nelle due passate edizioni del premio si era classificato terzo, è andato "solo" il secondo posto, mentre al primo sono saliti i fratelli di El Celler de Can Roca (Girona), ovvero Joan (chef), Joseph (maître e sommelier) e Jordi (pasticcere) Roca che l'anno scorso erano stati secondi.

Niente male in ogni caso come risultato in una lista che, Michelin a parte, è ritenuta la classifica più ambita dagli chef del mondo intero per la sua capacità di influenzare la fortuna di un locale.

Guardando oltre i 3 primi posti, si deve aspettare un po' per vedere gli altri italiani classificati: finalmente al 27esimo posto compare Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba, seguito al 34esimo da Massimo Alaimo de Le Calandre a Rubano, mentre Davide Scabin del Combal Zero a Rivoli è al 65esimo. Non bisogna poi dimenticare i riconoscimenti speciali andati a chef italiani che lavorano all'estero: Christian Puglisi, siciliano apprezzato in Danimarca che ha vinto il premio per la cucina sostenibile e Umberto Bombana che lavora a Hong Kong.

Stilata dal magazine inglese Restaurant e sponsorizzata, tra gli altri, da San Pellegrino, Acqua Panna, Lavazza e Grana Padano, la classifica dei 50Best viene decretata da una giuria composta da un migliaio di esperti provenienti da 27 Paesi o aree geografiche del mondo tra cui figurano critici gastronomici, chef e proprietari di ristoranti. Ciascun giudice ha il compito di selezionare i 7 ristoranti preferiti tra quelli in cui ha mangiato negli ultimi 18 mesi. Quest'anno i voti totali sono stati 6552.

In realtà il metodo è da sempre ampiamente criticato tanto che quest'anno un gruppo di giornalisti internazionali ha fondato un apposito sito Occupy50Best.com sul quale si lancia una petizione online per invitare gli sponsor a non sostenere più la classifica. Non solo: lo chef francese Joël Robuchon ha scritto nei giorni scorsi al New York Times denunciando il fatto che ai 900 elettori non è richiesta alcuna prova della loro effettiva conoscenza dei ristoranti giudicati (che, ricordiamo, devono essere stati visitati a titolo personale negli ultimi 18 mesi). Per non parlare delle accuse di sessismo provocate dalla presenza di una sola donna tra i 50 primi posti.

Da parte sua il nostro vincitore Massimo Bottura appare lucido sulla questione ma riesce a vederne anche un lato positivo dichiarando al quotidiano La Stampa che i risultati conseguiti dagli chef italiani "sono quasi un miracolo tenendo conto dei meccanismi di votazione. Noi possiamo contare solo sul panel dei 36 voti italiani, mentre gli spagnoli o i sudamericani o gli asiatici possono fare lobby. Questo vuol dire che sono molti gli stranieri che votano per noi".

Come dire: non solo abbiamo tanti motivi per festeggiare ma, se le cose in futuro dovessero in parte cambiare per noi italiani potrà solo migliorare.


Daniela Falsitta,
3 giugno 2015

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tag: chef
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