L’arte zen di fare la spesa

L’arte zen di fare la spesa

Fare la spesa è un’arte e dietro c’è un vero e proprio mestiere. Occorrono i giusti tempi, una buona conoscenza dei cibi e delle loro stagioni e persino un giusto atteggiamento psicologico.

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Sale&Pepe

Sembrano regole semplici, banali, persino scontate. Ma non è così: fare la spesa necessita di tempi lenti, conoscenze approfondite e persino una certa dose di psicologia. Se la si vuol fare bene si intende. Perché a precipitarsi correndo nel primo supermercato, arraffando alimenti a destra e a manca, senza riflettere, senza piacere e senza sapere, siamo capaci tutti. In realtà se la nostra ambizione è superiore alla mera sopravvivenza, se vogliamo fare una spesa consapevole e oculata, se vogliamo mangiare bene e scegliere alimenti di stagione e osiamo persino desiderare che la spesa diventi un momento bello, in quanto importante e propedeutico a qualsiasi buona cena, allora l’esperienza d’acquisto diventa cruciale.

Giusto atteggiamento
Avere tempo, godersi la spesa. La fretta è cattiva consigliera e toglie anche il gusto che invece dovrebbe esserci nello scegliere il cibo che finirà sulle nostre tavole. Certo, la vera risorsa della nostra era è per l’appunto il tempo, ma non è impossibile trovare un momento più rilassato e meno congestionato per trasformare la spesa in un qualcosa di gradevole, magari condiviso.

Le informazioni sugli scaffali
Sono tante, o almeno dovrebbero esserlo, e occorre saperle cercare, leggere e interpretarle. Intanto lo stato fisico: l’alimento è in polvere, liofilizzato, surgelato, concentrato, ricongelato o affumicato? Le variabili sono tante e vale la pena conoscerle. Anche i trattamenti che ha subito un prodotto devono essere riportati con precisione. Poi c'è la scadenza e la longevità, l'elenco degli ingredienti, la dichiarazione nutrizionale, gli allergeni, le norme relative alla conservazione e infine le indicazioni sul peso, se è netto o sgocciolato. (leggi anche - Pesce: la qualità si trova in etichetta)

La stagionalità
Se siete al mercato e cercate verdure o pesce fresco occorre sapere che, anche se la maggior parte dei prodotti ormai non conosce confini geografici né temporali, in realtà le stagioni continuano a esistere e giova per esempio sapere che la stagione dell’orata è più verso autunno e che le seppie arrivano in primavera. Gli asparagi arrivano con marzo e l’inverno è la stagione dei cavoli. Poi si può trovare tutto in qualsiasi momento se è di importazione, ma far finta che tutto cresca o si riproduca sempre e ovunque non va bene. Sembrano saperi scontati, ma basta interpellare i più giovani per capire che questi saperi si stanno perdendo e con loro si va perdendo anche una cultura. Se non siamo in un mercato, ma in un supermercato è comunque sempre indicato il Paese di origine o il luogo di provenienza. L’indicazione, già obbligatoria per alcuni prodotti come carni bovine, pesce, frutta e verdura, miele, olio extravergine d’oliva, e viene estesa anche a carni fresche e congelate delle specie suina, ovina, caprina e avicola. Inoltre sulla confezione troviamo le informazioni sul produttore e l’importatore.

Per fare la spesa bisogna saper cucinare
Piccola saggia regola: se si decide di cucinare quel determinato pesce al forno o al cartoccio, con contorno di patate o di carote, è essenziale orientare l’acquisto alla modalità di cucina. Le patate da insalata saranno diverse da quelle indicate per essere cotte al forno, il pesce andrà pulito diversamente a seconda della fine che andrà a fare, ecc. Se colui o colei che si accinge a scegliere i cibi non coincide con colui o colei che cucinerà l’alimento occorre avere indicazioni scrupolose.

Emanuela Di Pasqua,
febbraio 2017

Photo credits: Guido Bramante/Flickr

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