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News ed EventiConsigli praticiI 5 cibi del futuro

I 5 cibi del futuro

Sono nutrienti, buoni e sostenibili, perché aiutano a ridurre l’impatto sul pianeta della produzione agro-alimentare. Ma non c’è da aspettare: è adesso il momento per scoprire alghe, fonio, funghi, gombo e moringa

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Vuoi fare la tua parte per dare un futuro al pianeta? Anche quando cucini? Allora scegli gli alimenti che gli esperti del World Economic Forum hanno indicato come quelli del futuro, perché uniscono un alto valore nutrizionale a un basso impatto ambientale. Molti sicuramente già li acquisti e li utilizzi perché sono tradizionali, come le lenticchie o gli spinaci: spesso li diamo per scontati o li riteniamo banali, e invece è arrivato il momento di riscoprirli e di aumentarne il consumo. Ma se ti senti un po' più audace e vuoi osare di più sul fronte della gastronomia, puoi provare alcuni ingredienti “amici del pianeta” che sono meno noti e più insoliti. Perlomeno da noi, visto che in altre parti del pianeta sono assai familiari. Ma da qualche tempo sono reperibili anche in Italia e, in alcuni casi, sono prodotti anche sul territorio nazionale. Ecco i 5 alimenti del futuro da scoprire nel presente.


1 Alghe: le regine del trasformismo
Sono un vegetale “carbon negative” perché assicurano la metà dell’intera produzione di ossigeno sulla Terra e hanno un approvvigionamento sostenibile, perché sono abbondanti in natura e possono essere coltivate ovunque, anche negli oceani, ed essere usate anche come base per bioplastiche e biocarburanti. Se, quindi, sul ruolo ambientale delle alghe e sul loro potenziale per cambiare in meglio il sistema alimentare non ci sono dubbi, anche su quello nutrizionale non ci piove. Le alghe sono ritenute un'ottima fonte di antiossidanti, vitamine e acidi grassi essenziali. Inoltre ci sono specie ricche di proteine ​(e di una qualità analoga a quelle presenti nella carne rossa) e con un sapore intenso che ricorda quello della carne, di cui sono un potenziale sostituto. Non sembrano, quindi, esserci più scuse per gli schizzinosi: è arrivato il momento di provare le alghe, scoprirne il gusto sapido connotato dall’umami, e magari arrivare a consumarle una volta a settimana (ma non di più) come consigliano i nutrizionisti. Da dove cominciare? Perché non dall’alga kombu, che ormai conosciamo grazie al suo ampio uso nella cucina giapponese? È ricca in iodio e povera in sodio, e contiene una particolare sostanza, l’acido alginico, che ha un effetto depurativo sull’intestino. La si può usare per preparare in brodo, per arricchire minestroni e zuppe. Venduta in foglie essiccate, fiocchi o in polvere, si aggiunge a yogurt, frullati, insalate, minestre e zuppe. Ma viene usata anche per produrre snack, biscotti e pasta, a cui dà un insolito colore verde-azzurro. È la spirulina, la micro alga più coltivata in Italia (anche in maniera biologica), contiene oltre il 60% di proteine di qualità (perché con tutti gli aminoacidi essenziali), e poi Omega 3, vitamine e minerali, tra cui ferro ben assimilabile.


2 Fonio: la “nuova quinoa”
Se non hai voglia di rivoluzionare la tua dieta con ingredienti insoliti, puoi optare per un cambiamento più graduale diversificando le tue fonti di carboidrati. Oltre ai soliti riso, frumento e mais, ci sono una ventina di famiglie di cereali tra cui scegliere. E non solo per diversificare l’alimentazione e provare nuovi sapori, ma anche per migliorare la salute del suolo e preservare la biodiversità. Tra quelli da provare gli esperti ne indicano alcuni noti in Italia (come l’amaranto e il grano saraceno) e altri più inusuali. Come il fonio, con i suoi semi piccoli e dal gusto delicato, da gustare in insalate (tipo cous-cous) o al posto di farro e quinoa. Cotto si usa per preparare polpette e burger vegani, oppure, in sostituzione del pane, nei ripieni per le verdure e le carni.
Testimoniato già nell'antico Egitto, oggi il fonio è coltivato principalmente nella regione arida del Sahel dell'Africa occidentale, per la sua resistenza alla siccità, per la capacità di crescere anche in terreni sabbiosi o acidi, per la maturazione veloce (bastano circa un paio di mesi) e perché protegge il terriccio del deserto. Privo di glutine e ricco di proteine (8%), con un ottimo contenuto di minerali e fibre, e a basso indice glicemico, dopo il via libera della Ue il fonio viene commercializzato anche in Europa (Italia compresa).


3 Funghi: i classici diventati quattro stagioni
Resistono bene ai cambiamenti climatici, crescono anche in aree e spazi “impossibili” per altri prodotti alimentari, sono molto produttivi, hanno un buon valore salutistico e caratteristiche nutrizionali importanti soprattutto per i vegetariani. Per queste ragioni i funghi (soprattutto coltivati) sono stati inseriti nella lista dei cibi del futuro. Disponibili tutto l’anno, e a prezzi più bassi rispetto ai funghi spontanei, sono versatili in cucina e molto pratici, perché quelli che si trovano in commercio (perlopiù coltivati in Italia) sono già puliti e, quindi, pronti da gustare a crudo o da spadellare in pochi minuti. 


 4 Gombo: il campione della resistenza
Ecco un campione di resistenza: quest’ortaggio originario dell'Africa tropicale e molto usato nella cucina medio-orientale, si è mostrato capace di affrontare i cambiamenti climatici, perché cresce bene anche in situazioni di gran calore o siccità. Ed è proprio questa sua caratteristica a rendere il gombo tanto interessante in questo contesto di surriscaldamento globale. Questo sottile baccello verde (chiamato anche okra o lady's finger) ha anche un virtuoso profilo nutrizionale, perché è ricco di fibre, vitamine, calcio, zinco e antiossidanti (tra cui beta-carotene e luteina) e ha poche calorie (33 ogni 100 grammi). Il frutto può essere cotto in vari modi (al vapore, in umido, alla griglia, pastellato e saltato in padella) e si abbina bene con sapori e condimenti forti e speziati. Una volta cotti, i semi producono un liquido gelatinoso, che li rende ideali per addensare zuppe e stufati.  Se ami la cucina etnica prova la ricetta brasiliana del caruru, una pasta densa con gombo, gamberetti e anacardi tostati. Il gombo è ricco di semi che, una volta cotti, producono un liquido viscoso e appiccicoso, ideale per addensare zuppe e stufati. 


5 Moringa: il “supereroe” del mondo vegetale
Viene spesso definita “l'albero dei miracoli” per le sue eccezionali qualità: infatti, è una e trina, essendo un vegetale, una medicina e un alimento. Originaria dell’Himalaya, oggi diffusa in India e nelle Filippine, è sempre più coltivata in Asia, Africa, America centrale e Caraibi perché cresce rapidamente e resiste alla siccità, rappresenta un frangivento naturale e contribuisce a prevenire l'erosione del suolo. Inoltre viene usata ogni parte: le foglie e i baccelli come cibo; le foglie come biofertilizzante e i semi per purificare l'acqua; i semi, la corteccia, i fiori e le radici nella medicina tradizionale orientale. A livello alimentare la moringa ha molte virtù: le sue foglie, che crescono abbondanti tutto l'anno, sono molto nutrienti. Una volta raccolte ed essiccate, contengono ben il 30% di proteine, tutti gli aminoacidi essenziali, e hanno abbondanti livelli di vitamine, minerali e antiossidanti. Tutte caratteristiche ben note nel sud-est asiatico, dove la moringa è consumata da secoli, e che da alcuni anni hanno attirato anche l’attenzione del mondo scientifico in Occidente. Così ora gli alimenti (come le tisane) e gli integratori contenenti moringa si trovano comunemente in commercio. Ma si possono acquistare anche i vasetti con le foglie essiccate e ridotte in polvere, da aggiungere a frullati, tè e zuppe, e le foglie fresche, gustose in insalate, zuppe e con le uova.



Manuela Soressi
Febbraio 2022

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