Cirque du Soleil a Expo: un sogno che ha inizio da un seme luminoso

Cirque du Soleil a Expo: un sogno che ha inizio da un seme luminoso

I 48 artisti italiani e internazionali del Cirque du Soleil mettono in scena uno spettacolo poetico, acrobatico e ironico. La missione? Declinare il tema “Nutrire il pianeta, Energia per la Vita. Il risultato sono vibrazioni intense, applausi, sorrisi ed emozioni purissime

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La vita è un minestrone e inizia con un seme. A dirla così sembra poco elegante e il concetto richiede qualche spiegazione in più. Stiamo parlando dello spettacolo che Cirque du Soleil ha realizzato in esclusiva per l’Esposizione Universale di Milano. Uno spettacolo semplicemente emozionante.

Appena la luce del giorno si spegne, l’Open Theatre si anima di atmosfere da sogno avventuroso. Tra il pubblico si aggirano strani soggetti con un lanternino in mano, intanto sul palco una Nonna trasferisce nelle mani del nipone un seme. Magico come una goccia di luce. E si intuisce subito che qui ha inizio una missione molto seria.

Il titolo dello spettacolo, AllaVita, è quanto mai azzeccato, perché i colori, il ritmo e la storia che si srotola, acrobazia dopo acrobazia, ne sono un vero e proprio inno, insaporito qua e là da spennellate di ironia. La gioia, anche un po’ scanzonata, fa da filo conduttore in tutto lo show. Subito si presentano tra il pubblico lo chef ciccione e i suoi due assistenti, Alfredo e Scalogno. I tre giocolieri italiani aprono e accompagnano lo spettacolo, impegnati come sono nella preparazione di un improbabile minestrone. E appaiono a tratti nello spettacolo, quasi come intrusi un po’ pasticcioni. In realtà, come tutti gli artisti sul palco, misurano alla perfezione ogni gesto e movimento, facendo volare mestoli, baguette e persino battute. Insieme a loro un altro soggetto fa da filo conduttore è Farro, un pupazzone alto e dinoccolato, una sorta di spaventapasseri fatto di ortaggi, foglie ed elementi naturali governato come una marionetta gigante da contadini acrobati e ballerini.

Poi arriva il nucleo dello show: le evoluzioni che fanno vibrare i sensi. Gli artisti trasformano il palco in un terreno fertile e vitale, assolvendo in modo unico al compito dato da Expo: trasformare in spettacolo il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. E così alchechengi (ma secondo alcuni sono fiori di zucca), abitano pertiche flessibili e oscillano di fronte al pubblico, mentre i ritmi africani dei tamburi e dei ballerini portano i pensieri alle origini della vita. Una coppia di acrobati sospesi in aria si rincorre e si intreccia, producendo una danza sensuale, intensa e leggera. Come la vita.

E poi, come uno schiocco di dita che sveglia dal sogno, arrivano l’ironia dello chef e i suoi assistenti e sullo sfondo a fare la luna è un croissant morsicato. Il pathos è andato: “are you ready for minestrone?” e il ritmo si fa concitato. Ora protagonisti assoluti sono le sfrenate creature del sottosuolo. Si, sono vermi. Anche loro simbolo di vita: in questo spettacolo sono guizzanti, pieni di energia, abilissimi. Il loro numero è pazzesco, evoluzioni in bici, salto della corda estremo, tanto che il pubblico non riesce a capacitarsi che un essere umano possa muoversi in modo così rapido e preciso, mentre alle sue spalle si scatena un inferno di acrobazie sui tappeti elastici. Il pubblico silenzioso è conquistato dalla bellezza dei movimenti e la precisione scientifica della coreografia.

Lo spettacolo porta ancora a un alternarsi di intensa poesia ed emozioni forti, perché all’adrenalina scatenata degli artisti giapponesi e canadesi, segue la calma dei disegni con la sabbia proiettati sullo sfondo del palco. Un’artista giapponese incanta con il movimento sinuoso delle sue mani sulla sabbia: le dita scorrono, la sabbia si sposta e dà vita a figure, forme e disegni che fanno sognare. E danno l’idea del tempo che scorre come in una clessidra e dopo l’arsura del deserto sabbioso è la volta della vitalità dell’acqua. Gli acrobati piovono dall’alto, come un temporale, impetuoso, regolare, preciso e, ancora una volta, pieno di energia.

Il mix di tutte queste forze riporta in cucina dove il minestrone è pronto e il seme di grano è diventato pane fragrante. E intanto il tempo è passato, il bambino è diventato un vecchio ed è il momento di lasciare ad altri la missione di prendersi cura della vita. E così il nonno affida alla nipotina la goccia di luce che altro non è che un seme e il ciclo della vita è pronto a ricominciare.

Il pubblico ancora incantato applaude. Applaude forte, vuole che gli artisti escano ancora una volta. Ma nulla. D’altra parte c’era da aspettarselo, è il loro stile: le Cirque è le Cirque. E loro non si concedono mai oltre.

Barbara Roncarolo
Foto di Paolo Cremonesi
15 maggio 2015


Lo spettacolo del Cirque du Soleil si tiene all’Open Theatre all’interno di Expo Milano da mercoledì a domenica. Per info e biglietti, clicca qui.

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