Bio Mediterraneo, dove la cucina è simbolo di pace

Bio Mediterraneo, dove la cucina è simbolo di pace

Sapori e Profumi, l’evento dedicato ai Cluster di Expo, offre l’occasione per fare un viaggio alla scoperta delle radici profonde delle tradizioni culinarie di tutto il Mondo. Prima puntata: Bio Mediterraneo

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BioMediterraneo
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Mediterraneo, crocevia di culture e tradizioni. È su questa definizione, spesso banalizzata e sottovalutata, che si fonda la nostra storia: anche in cucina.
Basti pensare alla straordinaria trasversalità e diffusione del cous cous che, come ci ricorda Vittorio Castellani – in arte Chef Kumalè – è piatto di condivisione e simbolo di pace.

85505E ancora, ci ricorda Castellani, riflettiamo sull’inesauribile varietà delle sfoglie, tutte diverse eppure sorelle grazie alla comune base di acqua e farina: dal nostro pane carasau alla pasta brick tunisina, dalla warkha marocchina, alla fillo greca senza dimenticare la pasta sfoglia, la cui genesi si perde nella notte dei tempi…

L’immagine che si materializza spontaneamente davanti ai nostri occhi è quella della tavola imbandita, simbolo di prosperità, che si consuma nelle portate ricche e abbondanti, ma anche nel gusto di servire tanti piccoli assaggi. Dagli antipasti italiani alle tapas spagnole, fino ad arrivare alle mezè turche: impossibile non essere conquistati dalla varietà e creatività di quelli che sono i progenitori – fortunatamente ancora in piena forma - del finger food contemporaneo.

Questo primo appuntamento di Sapori e profumi dal Mondo, dedicato al Cluster Bio Mediterraneo di Expo Milano 2015, è stato un viaggio nella consapevolezza: «non dimentichiamo mai che all’origine dell’alimentazione mediterranea c’è la saggezza del mangiar bene e vivere bene» ha efficacemente sintetizzato Dario Cartabellotta, Responsabile Unico per la Regione Sicilia del Cluster. E non dimentichiamo nemmeno che «Attraverso il piacere del cibo possiamo conoscere molto della cultura dei singoli Paesi» afferma Matteo Gatto, Visitor Experience & Exhibition Design Director, Expo 2015 S.p.A.

85507«La vera scommessa gastronomica del futuro – continua Cartabellotta – consiste nel non perdere la nostra tradizione» a partire da quella italiana. Ogni preparazione, ogni ricetta ha radici profonde: parlando di cucina siciliana, per esempio, scopriamo che la cassata ha avuto bisogno di mille anni per arrivare alla versione odierna; che della caponata esistono almeno 37 ricette catalogate (oltre alle varianti domestiche); e le sarde a beccafico sono l’umile e saporita risposta popolare ai beccafichi arrostiti delle mense nobiliari.

Ma com’è possibile conciliare la tradizione con la doverosa e positiva spinta all’innovazione e alla creatività ai fornelli? Il cooking show di Filippo La Mantia ce ne ha dato un’idea ben precisa: il suo cous cous di farro al pesto bio-mediterraneo sintetizza con rara leggerezza questo difficile equilibrio. Ricotta infornata, melanzane fritte e sapido pesto rosso profumato con nocciole tritate e polpa di lime: un piatto unico, in tutti i sensi, che ha chiuso in bellezza (e bontà) la mattinata.

Elisabetta Ferrari
Foto di Andrea Delbò
12 febbraio 2015

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