Dal 1851 a oggi, una mostra racconta il rapporto tra arte e cibo

Dal 1851 a oggi, una mostra racconta il rapporto tra arte e cibo

“Arts & Foods. Rituali dal 1851” è l’area tematica di Expo Milano 2015 appena inaugurata: un viaggio tra arte e nutrizione lungo 165 anni

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Arman, Artériosclérose Arman, Artériosclérose
Giuseppe De Nittis, Colazione in giardino Giuseppe De Nittis, Colazione in giardino
Filippo Tommaso Marinetti, Il poema del vestito di latte Filippo Tommaso Marinetti, Il poema del vestito di latte
Issey Miyake, Pleats Please Issey Miyake, Pleats Please
Claude Monet, Der Koch (Le Chef Père Paul) Claude Monet, Der Koch (Le Chef Père Paul)
Angelo Morbelli, Asfissia! Angelo Morbelli, Asfissia!
Tom Sachs, Nutsy’s McDonald’s Tom Sachs, Nutsy’s McDonald’s
Andy Warhol & The Velvet Underground, The Velvet Underground Andy Warhol & The Velvet Underground, The Velvet Underground
Tom Wesselmann, Still Life Tom Wesselmann, Still Life

La famosa banana di Andy Warhol simbolo dell'album dei Velvet Underground, una “Colazione in giardino” dipinta da Giuseppe De Nittis, o “Il cuoco” immaginato da Claude Monet, e ancora la “Natura morta” di Giorgio Morandi o il “Poema del vestito di latte” scritto dal futurista Filippo Tommaso Marinetti: cos'hanno in comune? Quel legame spesso stretto tra arte e cibo, fatto di sfumature e di interpretazioni molto diverse a seconda del periodo sociale, storico ed economico attraversato dall'Italia e dal resto del mondo.

Per provare a raccontare questo rapporto, il 9 aprile ha aperto a Milano alla Triennale il primo padiglione (esterno) dell'Expo Milano 2015, collocato nel centro della città, con una mostra tematica che continuerà fino al prossimo 1° novembre. Si chiama "Arts & Foods. Rituali dal 1851" (clicca qui), offre circa 2mila opere e si estende per 7mila metri quadrati negli spazi esterni e interni della Triennale. Tra opere d'arte e installazioni racconta il rapporto tra il cibo inteso come nutrimento, ma anche come rituale, o atto d'amore, e l'uomo – che diventa artista, pittore, film maker, scrittore, musicista, fotografo, a seconda dell'opera presa in esame.

Il filo conduttore della mostra che indaga tra arte e nutrizione, ideata e curata da Germano Celant, è quello temporale: si parte dal 1851 e si arriva ai giorni nostri, atraversando le correnti artistiche (dall'impressionismo al divisionismo, dalla pop art alle avanguardie storiche), le forme pittoriche, fotografiche, cinematografiche, le rappresentazioni sceniche, ma anche i simboli della cultura di massa, e l'interesse economico al cibo. Per esempio attraverso i brevetti alimentari, l'evoluzione del packaging dei cibi confezionati, il diffondersi di nuovi cibi provenienti da altre culture, spesso proprio grazie alle presentazioni avvenute nel corso delle passate esposizioni universali.

E infine, il rito del cibo è anche convivio, incontro, momento sociale: dalla sua preparazione alla sua condivisione, in pubblico e nel privato del focolare domestico. Ecco perché Arts & Foods offre anche 15 diversi allestimenti e ricostruzioni di 15 ambienti dedicati ai luoghi del cibo, passando dalla sala da pranzo alle cucine, dal prato su cui fermarsi per un picnic al gioviale e sociale bancone del bar.

Per i bambini inoltre, la mostra ha dedicato un percorso "vietato ai minori" dove possono vivere l'esperienza del rapporto con il cibo scoprendo oggetti a loro cari: giocattoli, fumetti, costumi. Per chi vorrà, la casa editrice Electa, in occasione della mostra, ha studiato e appena pubblicato un ricco ricettario di immagini e suggestioni sul rapporto tra cibo e arte.

La mostra è aperta fino al 1° novembre, tutti i giorni, dalle 10 alle 23. La sua visita è inclusa nel biglietto di Expo 2015 o con biglietto di ingresso in Triennale.

Eva Perasso
10 aprile 2015

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