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Spesa sharing. E trovi chi va al super al posto tuo

Spesa sharing. E trovi chi va al super al posto tuo

Nasce la nuova piattaforma che mette in contatto domanda e offerta di spesa al supermercato. Hai del tempo libero e ti piace fare la spesa? Puoi farlo al posto di altri e guadagnarci qualcosa. Viceversa, se ne hai poco (o hai l’influenza) e il frigo è vuoto, puoi rivolgerti al personal shopper

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Lo sharing non si fa solo più con auto e abitazioni, ora si fa anche con la spesa al supermercato. L’idea ricorda un po’ i primi progetti di banca del tempo: ovvero chi ne ha lo mette a disposizione di chi ne è sprovvisto, perché variamente indaffarato. Qui però al centro dell’attenzione c’è la spesa al supermercato, perché PayPerShopping sta creando un network che mette in contatto chi ha bisogno di qualcuno che faccia la spesa al posto suo e chi, viceversa, ha il tempo per farla in vece di un altro. Il servizio è a pagamento: il costo minimo è 3,50 euro (3 euro vanno a chi offre il servizio e 50 centesimi alla piattaforma).

Come funziona? Ci si registra sul sito (clicca qui), si visualizza l’elenco dei supermercati dove è possibile fare acquisti e nei quali è disponibile il personal shopper, si compila la lista della spesa ed eventualmente la si condivide con famigliari o amici interessati a fare modifiche e, infine, si aspetta che l’aiutante 2.0 accetti la richiesta. Se dice sì, va a fare la spesa, anticipando la somma per il pagamento e poi consegna i pacchi nel luogo pattuito con il committente. Scontrino alla mano, il personal shopper viene rimborsato dell’intera cifra, più i 3 euro di commissione e un’eventuale percentuale sulla spesa sostenuta.

Se qualcosa dovesse andare storto ci sono una serie di boe di salvataggio: per esempio se un prodotto che era presente sulla lista dell’app non c’è sugli scaffali del supermercato basta mettersi in contatto e trovare insieme un’alternativa. Oppure altro imprevisto estremo che può verificarsi: il committente dovesse non presentarsi o non pagare, il servizio promette di rimborsare fino a 100 euro.

Per diventare personal shopper è sufficiente registrarsi sul sito e indicare le aree e le fasce orarie in cui ci si rende disponibili. E, come vuole la classica tradizione social, più si ha esperienza e più si guadagna la fiducia e più si ha credibilità e le quotazioni salgono. Quindi, via via che il servizio prenderà piede, si potrà scegliere tra shopper standard e qualificati. I criteri di valutazione che fanno avere alti punteggi riguardano la quantità di consegne effettuate, l'affidabilità e la cortesia. In pratica il qualificato ha consegnato almeno 10 volte la spesa, ha accettato l’80 per cento delle richieste di spesa e ha ottenuto feedback positivi.  

PayPerShopping si definisce “la prima piattaforma di Shopping Network capace di creare lavoro e andare incontro alle esigenze di chi per impegni o impossibilità varie non ha tempo di fare la spesa”. In realtà promette anche di più, perché consente ai piccoli supermercati, quelli che non possono permettersi una vera a propria piattaforma di e-commerce, di fare vendite online, estendendo così il proprio raggio d’azione.

Chi utilizza i comuni e sempre più diffusi sistemi di sharing, dai viaggi alle abitazioni, guarda con curiosità a questa nuova proposta.

Barbara Roncarolo
9 aprile 2015

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