Rovigo e il Polesine, sapori genuini di una terra slow

Rovigo e il Polesine, sapori genuini di una terra slow

Cozze, risotto, zucca e tanto gustosissimo pesce. Sono solo alcuni dei tesori gastronomici di queste terre da scoprire con calma, tra una gita in bicicletta e una sosta in agriturismo

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Una destinazione di viaggio nuova riscoperta dagli amanti del turismo slow che nel Polesine trovano una natura incontaminata e tanti sapori genuini. Da Rovigo lungo il corso di Adige e Po fino al Mar Adriatico, questa lingua di terra attraversata da una fitta rete di corsi d’acqua e di zone bonificate svela il suo fascino e la sua ricchezza.

Il vanto di Rovigo? Il risotto.
Per scoprire il bello e il buono del Polesine bisogna cominciare dal cuore: Rovigo. Una sosta per un caffè nel salotto della città, piazza Vittorio Emanuele II, e poi la visita comincia da Palazzo Roverella, magnifica sede di mostre affacciata sulla piazza, per poi spaziare col Duomo, le iconiche torri e il Tempio. La città custodisce tesori che raccontano il territorio a cominciare dal Museo dei Grandi Fiumi nell'ex Monastero Olivetano di San Bartolomeo dove si ha la conferma che le acque qui sono la fonte preziosa di una cucina unica. Un piatto su tutti: il risotto alla polesana cucinato con il riso del Delta del Po e vanto della gastronomia cittadina. Ottimo con le verdure locali, dal radicchio agli asparagi, dalla zucca ai funghi, il risotto da tradizione vuole un soffritto di cipolla tagliata talmente sottile da fondersi e confondersi con i chicchi e dà il meglio di sé accompagnato dai frutti del mare pescoso che bagna il Polesine.

146573L’orto nel piatto. 
Rovigo è punto di partenza di escursioni interessanti come le ville venete o le passeggiate e le pedalate nel Parco Naturale del Delta del Po. Un itinerario affascinante è quello della Via delle Valli: si pedala nel verde del basso polesine affacciato su suggestivi specchi d'acqua. Qui si incontra l’importante Mercato Ortofrutticolo di Rosolina, da cui partono tutti gli ortaggi locali. La cucina dell’orto, un tempo a torto sottovalutata, è capace di grandi raffinatezze e di insospettati piaceri. Basta fare un salto in queste terre per rendersene conto. Siamo nella patria della zucca che diventa ripieno di saporiti ravioli e ottime frittelle, dell’aglio bianco polesano DOP da gustare crudo, al forno o nella zuppa, dei fagioli dell’occhio, pregiata qualità con cui si preparano minestre e contorni saporiti come i tipici fagioli dell’occhio in salsa d’acciuga.

146575Radicchio, ma non solo...
Visitare Chioggia, deliziosa cittadina di pescatori che sorge su un insieme di isole e isolette collegate da ponti, è un must. L’atmosfera lagunare, fatta di colorati palazzi eleganti affacciati sui canali dove attraccano le barchette, è irresistibile. Passeggiando per ponti e canali si incontra il Mercato ittico al minuto, antica istituzione dove all’ombra del tendone rosso i pescivendoli, i mògnoli, vendono pesce fresco. Un luogo pittoresco dove fermarsi e assaggiare le tipiche ricette. Con un mare ricco e pescoso come l’Adriatico sulle tavole del polesine le ricette ittiche sono infinite. Da provare le frittate con “schile” (mini gamberetti), baccalà e pesci in umido con la tradizionale polenta bianca, e l’anguilla che dà il meglio di sé cucinata insieme al pregiato radicchio rosso e rotondo di Chioggia.

146577I tesori della laguna.
L’immersione nel silenzio dell’isola della Donzella regala forti emozioni e l’avvistamento di centinaia di specie di uccelli, tra quelli stanziali e quelli che di passaggio popolano il territorio. Questo è un punto privilegiato per osservare anche i pescatori che di buon mattino si inoltrano con le barche nella laguna a caccia di vongole e cozze. La grande laguna della Sacca degli Scardovari è un bacino di acqua solcato da lingue di sabbia che lo separano dal mare e che si insinua nell’Isola della Donzella, dove tutta la vita e l’economia ruota attorno alla raccolta dei molluschi. Pedalando tra canneti e caratteristici ponti di barche, si incontrano agriturismi dove pernottare e assaggiare i piatti tipici. Qui si racconta che le cozze vengono cucinate addirittura in una ventina di modi diversi: alla polesana o con gnocchi neri, gratinate o con zafferano e porri, al salto o in zuppa, con aglio e prezzemolo o con pomodoro fresco… E poi ci sono i pesci della laguna che mescolati al pesce di mare danno vita a gustosi fritti misti. Tutta bontà da non perdere.

Simone Pazzano
agosto 2017

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