Olio: lattine da museo

Olio: lattine da museo

Ideate agli inizi del Novecento per contenere l’olio, sono state decorate con scritte e immagini artistiche che raccontano la bellezza e la storia d’Italia. E ora sono veri e propri oggetti da collezione

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Lo si potrebbe considerare un signore un po' eccentrico e, in fondo, i collezionisti lo sono sempre almeno un po'. Ma nel caso di Riccardo Guatelli, bisogna concedere un'eccezione perché la collezione che ha raccolto nel Museo di lattine e scatole di latta di Chiusanico, nell'entroterra di Imperia, è una questione di famiglia: i Guatelli producono scatole di latta per olio da tre generazioni.

Iniziò tutto nel 1929, quando suo nonno Rocco impiantò un'azienda a Chiusanico e capì che quello dei contenitori per l'olio d'oliva sarebbe diventato un vero business. Dalla fine dell'Ottocento in Liguria, e in particolare nella provincia di Imperia, erano nate importanti aziende per la produzione di olio e la commercializzazione richiedeva contenitori adatti. Si cominciò così a produrre quelle lattine che, piano piano, impreziosite da scritte e immagini artistiche divennero, decenni più tardi, oggetti da collezione.

La spinta decisiva su questa strada venne dalla necessità di rifornire gli emigranti che lasciavano l'Italia in cerca di lavoro e, in cucina, proprio non riuscivano a rinunciare all'olio d'oliva. Chi partiva per le Americhe o per il nord dell'Europa se lo portava da casa e poi se lo faceva mandare in contenitori che ne tenessero una buona quantità. Per temperare la nostalgia di gente che sarebbe stata a lungo lontana dalla propria terra, i produttori pensarono di trasformare quei contenitori in veri e propri oggetti ricordo.

Vennero quindi prodotte serie diverse con immagini tipicamente italiane: monumenti e i paesaggi celebri, dal Colosseo al Golfo di Napoli, personaggi storici e artisti famosi, da Garibaldi a Caruso, bozzetti di opere liriche popolari, da Tosca ad Aida. Il lavoro divenne sempre più raffinato e richiesto, perciò furono ingaggiati artisti e illustratori di grande nome come Plinio Nomellini, Gino Boccasile, Aurelio Craffonara.

In tal modo, è stato prodotto un tesoro che testimonia il felice connubio tra industria, arte e cultura popolare tipico della creatività italiana. E che ora è raccolto, almeno in parte nel museo che Riccardo Guatelli ha voluto aprire a Chiusanico. Nell'antico frantoio che fa da sede, si trovano 1.500 pezzi catalogati dalla curatrice Daniela Lauria.

Tra i visitatori eccellenti, il regista Francis Ford Coppola, che si mise sulle tracce di questi piccoli capolavori dopo aver usato una latta di olio Mamma Mia nel film Il Padrino. Dopo aver visitato il museo, grazie a Guatelli ha recuperato 600 lattine che ora espone nella sua tenuta in California.

Alessandro Gnocchi
22 agosto 2014

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