Grappa: pronti a un’esperienza insolita?

Grappa: pronti a un’esperienza insolita?

Non è più ruvida e dura come un tempo. Anzi, oggi è diventata un distillato per consumatori chic e per ogni situazione, pranzi compresi

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Sale&Pepe

Ne ha fatta di strada la grappa nell’ultimo decennio, tanto che in poche decine di mesi ha vissuto un cambiamento che, probabilmente, non aveva mai visto prima, nei suoi oltre 600 anni di vita. Sì perché questo distillato tipicamente italiano, che accompagna la nostra storia sin dal Medioevo, si è ormai scrollato di dosso quell’immagine di bevanda rude, ruvida e per stomaci forti. Oggi invece la sorseggiano anche signore e signorine chic, magari insieme a cioccolato extra fondente, e millenials che amano il bere miscelato e i drink alla moda. Tanto è stata ripensata e ridisegnata la grappa che oggi la si serve anche a pasto e la si usa anche in cucina, sull’esempio di quanto fanno famosi chef.

Riconoscere la qualità
Ma cos’hanno di particolare le grappe di oggi? Sono diventate più morbide e fini, pur conservando quelle note ricche e vivaci che le hanno sempre caratterizzate. E così sono riuscite a piacere a un pubblico nuovo e più ampio, interessato a un’esperienza multisensoriale appagante. Lo confermano anche i consumatori che, in un’indagine condotta alcuni anni fa per conto dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino, hanno rivelato che ad avvicinarli alla grappa è l’apprezzamento per gli aromi e i profumi che caratterizzano quest’acquavite di vinaccia. Negli ultimi anni la grappa ha cambiato allure, le confezioni sono sempre più eleganti e viene declinata in diverse versioni caratterizzate da un profilo aromatico ricco di note distintive sempre più intriganti ed appassionanti. Così oggi chiunque può trovare, anche al supermercato, la grappa adatta ai suoi gusti: giovane o invecchiata, aromatica o secca. Preferenze a parte, come si valuta la qualità di una grappa? “Considerando le sue caratteristiche sensoriali – risponde Elvio Bonollo, presidente dell’Istituto Nazionale Grappa - Quanto più ha un carattere ampio, ossia ricco di note organolettiche piacevoli, e quanto più è in grado di comporsi in un insieme armonico ed equilibrato di sensazioni olfattive franche e gradevoli, tanto maggiore è la qualità”.

La degustazione perfetta (anche per gli inesperti assoluti)
La grappa va degustata con attenzione e, meglio, se in compagnia. Il primo fattore per vivere quest’esperienza nel migliore dei modi è tenere la grappa alla giusta temperatura, ossia tra i 9 e i 13°C per le grappe giovani (anche aromatiche) e intorno ai 17°C  per quelle invecchiate. Poi serve il bicchiere giusto: ossia il tulipano di medie dimensioni (100-150 millilitri), panciuto e non troppo stretto alla bocca, di cristallo o di vetro sonoro. La degustazione parte dall’analisi visiva che permette subito di capire l’”età” della grappa: quella giovane è incolore, quella invecchiata ha tonalità che vanno dal giallo paglierino all’ambrato, mentre quella aromatizzata prende il colore dei pigmenti della frutta o delle erbe che vi sono state poste in infusione.
Il secondo passaggio della degustazione consiste nel portare il calice lentamente al naso per percepire la ricchezza e l’equilibrio del carattere. Queste caratteristiche dovranno poi trovare conferma in bocca, dove gli aromi torneranno a esprimersi in maniera più intensa e completa. “Più la grappa conferma all’assaggio le note olfattive che si erano sentite al naso e più resta persistente in bocca, anche dopo aver deglutito, maggiore è la sua qualità” spiega Bonollo.

Gli abbinamenti da provare
Una grappa di qualità si presta a tanti abbinamenti. I più tradizionali sono quelli col cioccolato, con il panettone e con la pasticceria a base di frutta fresca o secca. La grappa di moscato, così elegante e aromatica, esalta il vassoio dei formaggi, mentre quella di Cartizze è ideale sui sorbetti alla frutta.
Le riserve sono perfette da gustare a fine pasto, accompagnate magari da un buon sigaro o da fini cioccolatini o da frutta secca. Gli intenditori scelgono il tipo di grappa in funzione della composizione del menu del pasto. Ad esempio, la grappa di Chianti, intensa e persistente, è ideale dopo portate con carni importanti, mentre quella a forte gradazione (ad esempio a 60°) è perfetta dopo i piatti con pesci e carni affumicati.

Manuela Soressi
gennaio 2018

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