Arriva il cow-sharing per un consumo consapevole della carne

Arriva il cow-sharing per un consumo consapevole della carne

Investire su una porzione di mucca quando è ancora viva. E magari scegliere i “pacchi di carne” online. Si sta affermando una nuova tendenza che è ecologica ed etica, perché assicura non ci siano sprechi

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Mangiare carne sana, di cui si conosce l’origine, di animali vissuti bene e sostenendo i produttori: per questo da molto tempo esistono metodi e proposte di condivisione della carne, per poter comprare una porzione di animale. Un trend che si diffonde e si rinnova.

In molte regioni italiane già esistono produttori privati, piccoli produttori, spesso biologici, che macellano un capo alla volta e vendono – su prenotazione anticipata – i famosi “pacchi di carne”, solitamente da 5 o da 10 kg, in cui si trovano un mix di bistecche, ossobuchi, sottofiletti, fettine etc.

C’è poi per esempio l’esperienza di Cerignale, paesino nell’appennino piacentino dove il sindaco, Massimo Castelli, con un finanziamento della regione e terreni in buona parte comunali sta costruendo un recinto dove mettere, a partire dal mese di giugno, una mandria di bestiame, che verrà allevata a pascolo di montagna biologico.

Il concetto è il seguente: un consorzio locale la avvierà – comprando qualche mucca – e lo gestirà, poi chiunque potrà investire comprando un vitello (a 300/400 euro): “Trasformeremo questo impegno economico in pacchi di carne – racconta Castelli – nel giro di uno o due anni chi ha investito in un vitello riceverà la sua carne. È previsto infatti l’abbinamento socio-marca auricolare del capo”. Capo che magari avrà anche un nome. Il vitello si potrà chiamare per esempio Gaio, o Tomas: a qualcuno ciò potrebbe far passare l’appetito… In ogni caso può partecipare al cow-sharing anche chi non mangia carne: in quel caso si sostiene il territorio, e vengono abbinati capi che non verranno macellati, ma utilizzati per la rimonta interna alla mandria, quelli con la genealogia migliore.

Intanto da Seattle arriva una formula innovativa: Crowd Cow è una start-up che vende la carne delle fattorie locali. Ossia: sulla piattaforma internet vengono messi in vendita i capi di bestiame, già divisi in pezzi, e chiunque può comprarne una parte: dal filetto alla trippa, chi prima arriva sceglie. Quando una buona quota di carne è stata venduta, l’animale viene macellato e consegnato a casa agli acquirenti, che vengono chiamati “steak holders”.

Crowd Cow - che in un paio d'anni si è diffuso in molti Stati Usa - afferma di lavorare solo con produttori locali, che non usano antibiotici e praticano un’agricoltura sostenibile. I prezzi finali per gli steak holder sono convenienti, e anche i produttori possono dedicarsi all’allevamento, con meno preoccupazione per la parte commerciale, e più profitto. Quando si mangia un animale, possono essere buoni metodi per dargli più valore.

Carola Traverso Saibante
maggio 2017

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