La papaya è trendy!

Il “melone dei Tropici” si sta facendo largo nel carrello della spesa degli italiani, che ne comprano sempre di più. Ma sanno usarla al meglio?

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papaya
Sale&Pepe

E’ boom per la papaya: tra giugno 2016 e giugno 2017 la spesa degli italiani per l’acquisto di questo frutto esotico è aumentata del 164%, come rivelano le statistiche di italiani.coop. Piace sempre di più, dunque, questo frutto tropicale originario del Sudest asiatico (ma oggi coltivato anche in Africa e in Sudamerica), caratterizzato dalla buccia sottile e verde, che maturando diventa gialla o arancione, e dalla polpa delicata e profumata, morbidamente burrosa e zuccherina, che può essere rosa, rossa o gialla a seconda delle varietà. Succosa, dolce, fresca e invitante, la papaya è una tentazione. E si presta a mille modi di consumo. Scopriamoli insieme. 

Un'alterantiva esotica alle zucchine
Nei giardini dei Tropici c'è sempre almeno una pianta di papaya, che nella cucina esotica è onnipresente perché è straordinariamente buona e versatile, disponibile in grandi quantità (la pianta è molto prolifica in frutti) e, quindi, molto economica. L’aspetto curioso è che quando è immatura, ossia quando è ancora verde, è utilizzatacome una verdura e usata come una zucchina, di solito insieme a carne, pesce e crostacei. Fettine di papaia verde rendono più digeribili carni e pesci e, se usate in cottura o in marinatura, li rendono anche più teneri.

Mai provata con il crudo?
Quando la papaya si “trasforma” in un frutto il modo più semplice per gustarla è consumarla fresca, togliendo buccia e semi (anche se sono edibili sono piuttosto piccanti tanto che in oriente sono usati macinati al posto del pepe), tagliandola a fette rotonde, e poi in tanti cubetti e spruzzandola con un poco di lime. Si può aggiungerla alla macedonia oppure frullarla fino a ottenere una bevanda dissetante da usare anche per preparare un’ottima granita o un gelato fatto in casa. Ma la papaya è anche una sorprendente alternativa al melone da abbinare ai prosciutti crudi italiani, al prosciutto di San Daniele Dop in particolare, ed è un insolito ma perfetto contorno per carni saporite e grasse, di cui stempera il gusto e facilita la digestione. La papaya è anche deliziosa nel lassi, la bevanda rinfrescante tipica dell’India che sta conquistando l’occidente per i suoi effetti detox e antiage. La si può preparare anche in casa, mescolando un vasetto di yogurt bianco con 3-4 parti di acqua, sale, pepe, ¼ di papaya e spezie a volontà (dal cumino al cardamomo, dalla curcuma al coriandolo). Essendo ricca di pectina, la papaya è l’ideale per preparare marmellate e dolci. Inoltre è deliziosa, e di grande effetto, quando viene candita. 

Ideale a fine pasto
Dalla colazione allo snack (magari nella comoda versione essiccata) ci sono molte occasioni in cui si può scegliere la papaya. La più indicata è, però, la più comune: a fine pasto. Si sfrutta così la proprietà di questo frutto esotico di favorire la digestione, in particolare degli alimenti ricchi di proteine o grassi. Una proprietà che si deve al suo specifico enzima, la papaina, il qualefa della papaya il frutto giusto per aiutare lo stomaco a superare un pasto troppo “pesante”. Non è questa l’unica dote nutritiva della papaya, che infatti è annoverata tra i superfruit.

E’ un superfruit
La papaya ha un profilo nutrizionale di tutto rispetto: è ricca degli antiossidanti più importanti (in particolare carotenoidi e flavonoidi), di fibre e di minerali (come magnesio, potassio e calcio), il che ne spiega l’effetto antiossidante, anti-colesterolo e anti'infiammatorio. Ma dove va forte è soprattutto con le vitamine. La si può considerare un vero e proprio integratore naturale di provitamina A e di vitamina C, e inoltre contiene buone quantità di vitamina D. In 100 grammi ci sono da 50 a 100 mg di vitamina C (più di un’arancia, e quanto fragole e kiwi) e 265 mg di provitamina A. Ne basta una fetta da 25-30 g per coprire una buona parte del fabbisogno di vitamina A e vitamina C di un bambino. Più la papaya è matura, maggiore è alta la concentrazione di questi nutrienti. A completare l’ottimo profilo nutrizionale della papaya, c’è il fatto che è poco calorica: 100 grammi (ossia l’equivalente di circa metà frutto medio) forniscono appena 28 calorie. Quanto mezzo frollino al cacao. Ma la maggior parte delle calorie della papaya si devono agli zuccheri, che sono presenti in grandi quantità.

Tenerla in frigo? (quasi) mai
Grazie alla sua coltivazione in diverse parti del mondo, ormai la papaya è disponibile tutto l’anno. Quella matura si riconosce dal colore giallo o arancione della buccia e dalla consistenza leggermente tenera della polpa. Se è acerba, per farla maturare basta conservarla a temperatura ambiente perché teme il freddo. Al contrario, per conservarla a lungo (ma non oltre i 15 giorni), basta metterla in frigorifero, nello scomparto della verdura.

Manuela Soressi
ottobre 2017

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