Nespole, frutto d’altri tempi

Nespole, frutto d’altri tempi

Le varietà di nespole siciliane, giganti e profumate, sono la migliore risposta nostrana a questo frutto che viene dal Giappone

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nespole
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Fragole grosse e rosse come la voglia, profumate intense, irresistibili ciliegie tirabaci: è arrivata la primavera!!! E poi ci sono loro, le nespole… Mah… Non così avvenenti… spesso un po’ ammaccate… svalutate… Nei tempi dell’immagine, il loro look non attira, la pelle fa barriera, il nocciolo rincara… Eppure: maggio, è tempo di nespole! Da provare e riapprezzare.

Innanzitutto bisogna saperle scegliere: le nespole sono in realtà un frutto molto delicato, e quindi nel trasporto spesso vengono “ferite” e presentano alla vista ematomi scuri, quelle macchie che non convincono. Occhio ad evitare urti e urtate, dunque. E poi badare alla pelle: come per la nostra, più liscia è, meglio è.  

Il primo vantaggio pratico del fatto che non siano tra i frutti più gettonati di primavera è che il loro prezzo rimane perennemente basso: potete dunque risparmiare e comprando la scelta migliore tornare a casa con un frutto davvero ricco di proprietà benefiche per la salute, ipocalorico e perfetto come spezza-fame.

Le nespole sono buone anche di gusto. Che è fresco e un po’ asprigno, soprattutto quando non sono ancora giunte a piena maturazione: tanti le preferiscono così. In realtà le piante di nespolo sono due, quelle europee e quelle giapponesi. Mentre le prime appartengono a Mespilus germanica, si raccolgono nel tardo autunno e non possono essere consumate fino a primavera, dopo un tempo di “ammollo” (oggi raramente sono commercializzati), i frutti che comunemente consumiamo in aprile, maggio e giugno appartengono a Eriobotrya japonica, il nespolo giapponese, appunto, e sono immediatamente commestibili.

La coltivazione del nespolo è dunque originariamente sub-tropicale. Le nespole che troviamo qui sul mercato vengono in buona parte dalla Spagna, ma in Italia di questa pianta abbiamo varietà d’eccellenza. La produzione più pregiata è quella di Trabia, vicino a Palermo: lì le nespole vengono raccolte quando il frutto è maturo sull’albero – il che garantisce qualità di aroma e sapore nettamente superiori. Con delicatezza, possibilmente riponendole in cesti imbottiti. Oltre al nespolone gigante di Trabia, il nespolone gigante rosso di Ciaculli, il precoce di Palermo e la Nespola di Ferdinando, tutte siciliane, sono frutti dalla polpa fondente, agro-dolce e profumata. Decisamente da provare.

E come sempre si faceva in altri tempi, allestire le conserve per tutti i mesi dell’anno in cui questo frutto sparisce dal mercato: confetture a gogo, ma anche nespole sciroppate, e poi il “Nespolino”, che si fa col nocciolo in un procedimento simile a quello utilizzato per produrre il più famoso liquore “Nocino”.

Carola Traverso Saibante
maggio 2017

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