Come crescere dei piccoli buongustai

Come crescere dei piccoli buongustai

Non è vero che da piccoli non si può essere buongustai, anche se il gusto ovviamente si raffina con il crescere. Ecco qualche consiglio e qualche trucco per aiutarli a diventare grandi anche in fatto di buon cibo.

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Figli che mangiano verdure e minestroni, che riconoscono il buono dal meno buono, che conoscono le materie e prime e se ne interessano e che apprezzano il cibo, quello buono e sano. Non è un sogno ed è possibile con qualche semplice accorgimento, anche se occorre chiaramente una certa dose di fortuna (anche).

Annusare, toccare, mangiare, udire: il cibo chiama in causa tutti i sensi ed è innanzitutto un’esperienza multisensoriale. Dunque per favorire un rapporto corretto con l’alimentazione e provare addirittura a incoraggiare il buongustaio che c’è in ogni bimbo bisogna abbandonare i moralismi e i divieti (o le forzature) e affrontare il tema in modo aperto, articolato e gradevole.

Questo non significa che qualche regola non sia necessaria: per esempio da piccolissimi dovrebbero essere abituati ad assaggiare tutto. Non si pretende che mangino tutto, ma dovrebbero almeno essere educati a provare i vari alimenti. E l’unico modo è interiorizzare questa regola al più presto. L’altro accorgimento importante affinché si convincano a sperimentare un po’ tutto è farli mangiare tra i grandi (orari permettendo o anche a leggero scapito degli orari) già a pochi mesi. Il bimbo, appena svezzato, deve farsi il suo gusto e deve imparare ad esplorare a prescindere dai cibi preparati su misura per lui/lei. Quindi è importante familiarizzare con ogni tipo di sapore, anche quelli meno children-oriented, assaggiando dal piatto di papà e mamma o pescando dalla tavola.

Esistono poi vari percorsi educativo-didattici sul cibo: è utile sempre incoraggiare idee e proposte “dal basso” ed è prezioso qualsiasi gioco descrittivo che aiuti a identificare i cibi, dall’odore al colore. E’ fondamentale insomma creare curiosità intorno al cibo, parlando per esempio delle abitudini alimentari del passato, delle funzioni sensoriali per mezzo del cibo, delle ricette che ogni bambino, anche di differente etnia, porta a scuola.

Cucinare insieme è un altro modo per permettere al bimbo di farsi il gusto e di sperimentare, poiché i più diffidenti possono superare la sospettosità proprio facendo le cose in prima persona. Esistono poi forme, odori e consistenze che difficilmente piacciono ai bimbi. E a volte anche solo cambiare forma e consistenza può invogliare i bambini ad assaggiare una verdura o un alimento che fino a poco fa snobbavano. Esistono anche dei giochi sui sapori, per verificare intanto quali siano le preconoscenze dei piccoli e per educarli a riconoscere le sensazioni gusto-olfattive.

Per essere buongustai infine occorre amare il cibo e poi saper riconoscere quello buono. E’ dunque cruciale cercare di associare sempre l’esperienza della cena a qualcosa di gradevole: un profumo, una musica, uno stato d’animo. Perché il buongustaio innanzitutto, anche quando è piccolo, ama il cibo e solo in un secondo momento sa riconoscere quello di pregio. Per finire ricordiamoci sempre che il buon esempio funziona sempre più di qualsiasi stratagemma o regola. E se il piccolo cresce tra i buongustai e amanti del cibo prima o poi è facile che sbocci.

Emanuela Di Pasqua,
ottobre 2017

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