Power bowls: le ciotolone sontuose fanno davvero bene?

Power bowls: le ciotolone sontuose fanno davvero bene?

Un pasto intero racchiuso in una ciotola piena di ingredienti colorati, divertenti e salutari. Abbiamo parlato con un’esperta per capire quali sono gli alimenti giusti e come combinarli

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Sale&Pepe

Sono allegre e colorate, un vero concentrato di energia! Le Power Bowls, ciotole in cui tutti gli ingredienti sono presentati insieme, hanno estimatori in tutto il mondo, conquistati dal loro sapore e dalle proprietà benefiche. Con Nina Gigante, Qualified Holistic Nutritionist e studiosa di Medicine Orientali (ayurveda, macrobiotica, Medicina Cinese), abbiamo parlato dei benefici delle power bowls e di come è possibile prepararle in casa, per portare anche sulla nostra tavola tutto il loro gusto e colore.

Le Power bowls oggi sono di grande tendenza, ma qual è la loro origine? È vero che sono così benefiche per il nostro organismo?

Anche se da noi sono arrivate solo adesso, le power bowls affondano le proprie radici nella cucina orientale, motivo per cui vengono spesso chiamate anche Buddha Bowls o Macro Bowls, in omaggio alla cucina macrobiotica giapponese da cui originariamente provengono, se prevedono una piccola porzione di alghe e un condimento a base di miso o salsa di soia. Se preparate correttamente, le Buddha o Power bowls sono quindi molto salutari e bilanciate, come del resto lo sono tutti i piatti delle tradizioni contadine di tutto il mondo. Sono bilanciate da un punto di vista occidentale, con il giusto apporto di proteine - per lo più vegetali - carboidrati, vitamine e grassi, ma anche energetico - concetto fondamentale per le Cucine dell’Est del mondo, per cui il bilanciamento di un piatto si ottiene con la compresenza delle Cinque Energie e dei cinque sapori collegati (dolce, salato, aspro, pungente, piccante).

Dolci o salate, ce n’è per tutti i gusti. Qual è secondo te il pasto ideale da sostituire con una power bowl?
Essendo così equilibriate e con un alto potere saziante, pur senza affaticare troppo la digestione, le power bowls sono un vero e proprio jolly per chiunque sia costretto a pranzare fuori casa, magari seduto alla scrivania. Ma darò una risposta insolita alla tua domanda: credo sia la colazione il momento in cui provare i benefici delle Power Bowl. Power significa Potenza, appunto, e la colazione è il pasto a cui chiedere l’energia per affrontare la giornata. Anziché fare il pieno di grassi idrogenati con il solito cappuccio e brioche al bar, perché non sperimentare un po’ di equilibrio zen a colazione? Per esempio uno yogurt greco (il più digeribile e ricco di calcio) con frutta fresca di stagione, granola o grano saraceno in chicchi e semi misti (chia, girasole, zucca) costituisce un esempio di Power Bowl che vi consiglio di provare, per partire con un apporto bilanciato di nutrienti per arrivare a pranzo senza i morsi della fame e con molto buonumore.

Qual è la Power Bowl ideale? Che tipologie di alimenti usare e in che proporzioni?

Per esserre composto correttamente, il piatto ciotola dovrebbe essere ripartito tra un cereale in chicco a scelta tra riso, orzo, farro, grano saraceno o quinoa, meglio se integrale per tenere a bada la glicemia, fare il pieno di minerali ed essere sazie più a lungo, una proteina vegetale (come legumi, anche sotto forma di hummus, tofu o tempeh) o animale (uova, salmone affumicato o altro pesce, magari della feta sbriciolata o un formaggio), verdure, sia fresche (spinacino, radicchio carote grattugiate, ecc.) che cotte (zucca al forno, patate dolci, barbabietole, broccoli ecc. ), grassi vegetali di buona qualità, come noci, mandorle, semi di sesamo, zucca, lino, girasole, o un mezzo avocado.
E per tenere insieme questo fuoco d’artificio di colori, sapori e textures, un dressing a scelta a legare il tutto.

Ci sono combinazioni di alimenti da prediligere quando prepariamo la nostra Power Bowl e altre invece da evitare perché per esempio interferiscono sui processi digestivi o su altre funzioni dell’organismo?
Dobbiamo sempre ricordarci che le proteine plant-based non sono proteine complete. Per ottenere proteine che si equivalgano a quelle della carne e del pesce, abbiamo bisogno di mangiare cereali integrali e legumi nello stesso pasto, proprio come facevano i nostri nonni con i piatti della tradizione contadina (riso e piselli, pasta e ceci, ecc): solo così infatti avremo tutti gli aminoacidi necessari per costruire i “mattoni” su cui edificare le proteine.
Possibilmente, un piccolo spazio (circa il 5% del totale) andrebbe sempre lasciato a un cibo fermentato (come crauti, verdure sottaceto ecc), ricco di probiotici utili ad attivare la digestione di tutte queste fibre e a dare un salutare boost al nostro sistema immunitario.

Claudia Minnella
giugno 2017

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