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datteriIl dattero è il frutto della palma da dattero, il cui nome deriva dal greco «daktylos» (dito) per la sua somiglianza appunto con un piccolo dito.La pianta da cui proviene è originaria del Golfo Persico. La forma del dattero è oblunga e tubolare; ha colore bruno e polpa molto carnosa e zuccherina. All’interno è racchiuso un nocciolo fatto come una lunga e sottile «oliva».

Un antico proverbio arabo recita: “La palma da dattero ama avere i piedi nell’acqua e la testa nel fuoco”, l’albero esige forti temperature e molta acqua; per questo il suo habitat naturale è nelle oasi nord-africane.

Frutto sacro, prediletto da Maometto e ampiamente citato nei testi sacri dell’Islam per le sue virtù, il dattero ha grande popolarità nel mondo arabo, dove viene consumato in abbondanza, specie durante il sacro mese di Ramadan, per rompere il digiuno.

Ne esistono molte varietà, quasi tutte originarie del mondo arabo, alcune pregiatissime e molto costose come quella che si produce nella città sacra della Mecca:
Amhrit: di origine egiziana, dattero lungo di colore rossastro e rugoso.
Asharasi: corto e giallo paglia, dalla polpa soda.
Halawi: molto zuccherino, è la varietà comunemente commercializzata.
Deglet en nour: varietà fondente originaria delle oasi algerine e tunisine.

Vale la pena di sapere che dalla palma del dattero si ottiene anche il lagmi, una bevanda alcolica molto diffusa in tutto il Maghreb: si ricava a partire dal liquido zuccherino che cola dalle foglie superiori della pianta quando vengono recise.